Gli ormai celebri “PC stick“, piccoli computer pienamente operativi che racchiudono il loro hardware all’interno dello spazio di una chiavetta USB, hanno conquistato gran parte degli appassionati di elettronica di consumo, diventando inoltre sempre più competitivi rispetto ai classici notebook.
Dopo Compute Stick di Intel, che non ha mancato di entusiasmare il pubblico grazie al suo veloce processore Atom, è arrivato il turno di Google e Asus: Chromebit, il nuovo microcomputer stick basato su ChromeOS, è finalmente pronto al debutto.
Annunciato da Asus stessa durante la scorsa primavera, il nuovo device può connettersi ad una qualsiasi presa HDMI, permettendo il boot di sistema istantaneo e l’accesso a suite di videoscrittura e produttività basate sul Web, esattamente come avviene con Google Drive, oppure alle applicazioni dedicate all’entertainment e alla navigazione rapida da un sito all’altro.
SPECIFICHE TECNICHE CHROMEBIT
Le specifiche di Chromebit permettono inoltre di prendere in considerazione il mini stick per le sue capacità hardware oltre che per la portabilità: abbiamo infatti un quad core Rockchip modello RK3288 (architettura Cortex A17) di frequenza 1,8 GHz, 2 GB di memoria RAM, 16 GB di storage principale e moduli Wi-Fi e Bluetooth 4.0, che assicurano a dovere una connettività di ampio raggio e ottima persistenza.
Il vantaggio del nuovo frutto della collaborazione tra Asus e Google si riassume così in un dispositivo ideale per professionisti, giovani e utenti regolari che vogliono avere a disposizione un ambiente operativo completo senza dover attendere i tempi di boot di un normale portatile: appena collegata ad un display, la chiavetta ci permette di avere a che fare con un computer vero e proprio, senza compromessi, in soli 75 grammi di peso.
Si tratta inoltre di un importante rilancio per Chrome OS, che si dava per pronto ad una fusione con alcuni aspetti di Android nelle passate settimane. Ma il sistema operativo nato per i Chromebook sembra essere più interessato che mai a proseguire in via separata, conservando la sua originalità e predisposizione al Web e soprattutto al cloud.
Come vediamo, il mondo del portable computing si sta interessando sempre più ad alternative di dimensioni ridottissime: dopo l’arrivo dei mini PC, questa sarà l’epoca dei microcomputer su stick?
Di certo Chromebit ha le caratteristiche giuste per la maggior parte degli utenti dei notebook tradizionali, perciò sarà sicuramente un’alternativa da prendere in considerazione se si è alla ricerca di qualità e portabilità.

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